SPARTITI

Collana di arti e letteratura dedicata alle numerose interazioni fra gli uomini di cultura che hanno lasciato un segno 
in Firenze e i suoi dintorni, quella Firenze e quella Toscana che sono universalmente conosciute come 
luogo fertile di idee, di incontri, di nobili soggiorni e di ineguagliabili produzioni artistiche.
 

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LAUDARIO DI CORTONA. Edizione critica di Clemente Terni ai testi e alla musica del cod. 91 della Biblioteca Comunale di Cortona. A cura di Donatella Righini.
(Biblioteca dell'Istituto Clemente Terni; 12)
258 p., ill., 24x30 - ISBN 979-12-82392-068 - Euro 30,00 

A distanza di 60 anni da quando, per la prima volta, il Quintetto Polifonico Italiano, fondato e diretto da Clemente Terni, eseguì il Laudario di Cortona basato sul materiale contenuto nel Codice 91 della Biblioteca del Comune e dell’Accademia Etrusca di Cortona, abbiamo deciso di ripubblicare l’edizione critica che lo stesso Terni dette alle stampe anni dopo, nel 1988.
La nostra riedizione si colloca anche in un periodo in cui ha preso vita una nuova attenzione per il Codice 91, che, in realtà, proprio per le difficoltà oggettive nella trascrizione e redazione del manoscritto, non ha mai cessato di essere oggetto di analisi, revisioni e controversie. 
Possiamo affermare che questa raccolta del Codice 91 sia una sorta di work in progress sempre suscettibile di varianti, ragion per cui ad oggi ne sono state rese alle stampe trascrizioni integrali differenti. La nostra riedizione vuole riportare all’attenzione una scelta editoriale che, ad ogni buon conto, costituisce un tassello storico-musicale con il quale giova confrontarsi.


 


Giovanni Cantone                                                  
Il primo libro de madrigali a cinque voci (1585) di Paolo Cavalieri 
(Biblioteca dell'Istituto Clemente Terni; 9)
208 p., ill., 24x30 - ISBN 978-88-94926-583 - Euro 25,00 

È il 20 dicembre 1584, don Paolo Cavalieri dedica il suo Primo libro de madrigali a cinque voci al Cardinale Alessandrino (Michele Bonelli Ghislieri). L’anno seguente, il sacerdote e polifonista bolognese dà alle stampe veneziane questa sua unica silloge monografica pervenutaci in due esemplari (Bologna-Uppsala), completa dei cinque libri-parte. Entrato giovanissimo come cantore e chierico nella schola bolognese della Basilica di San Petronio, Cavalieri diviene mansionario suddiaconale presso la cattedrale felsinea di San Pietro, intraprendendo una brillante carriera ecclesiastica in qualità di decano del Sacro Collegio Teologico e continuando a scrivere musica polifonica sia sacra sia profana. Compare tra i quindici «eccellentissimi musici della città di Bologna», raccolti nell’antologia Le gemme del 1590, a riprova del prestigio da lui goduto nella cerchia dei già assai rinomati polifonisti bolognesi della seconda metà del Cinquecento. L’edizione e la trascrizione interpretativa contenute nel presente volume portano alla luce un elegante linguaggio musicale – alternato tra episodi polifonico-imitativi e omoritmico-accordali – capace di dar voce al testo poetico mediante raffinati procedimenti madrigalistici, testimoniando la significativa rinascita musicale e culturale che ebbe la città petroniana a cavallo tra il XVI ed il XVII secolo.


 


Clemente Terni                                                  
Concerto per pianoforte, timpani e percussioni (Monaco 1958)
a cura di Donatella Righini
(Biblioteca dell'Istituto Clemente Terni; 8)

48 p., ill., 24x30 - ISBN 978-88-94926-231 - Euro 10,00 

Il Concerto per pianoforte, timpani e percussioni fu scritto da Clemente Terni nel 1958, durante un periodo in cui si trovava a Monaco di Baviera, città assai inserita in quei nuovi eventi musicali rivoluzionari, caratterizzati dalla creazione della musica dodecafonica da parte di Arnold Schönberg e oggi riassunti sotto l'etichetta "Scuola di Darmstadt". Terni guardava con attenzione e cautela a questa nuova corrente, alla quale scelse di non aderire, mantenendosi fedelle alla sua cifra stilistica compositiva, che aveva ben chiara dentro di sé. Sottolineiamo proprio questo termine "dentro" perché il Concerto fu composto da Terni senza avere a disposizione un pianoforte: tutte le note, tutta l'armonia del brano, il Maestro le vedeva con nitore nella sua mente e le ha trasposte sulla carta pentagrammata, manoscritte, donandoci questo prezioso gioiello che oggi siamo lieti di rendere di pubblica fruizione.


 


Enrico Scavo                                                  
Il Fior novello. 
Musica a cinque voci di Giovanni Maroni, 1596

(Biblioteca dell'Istituto Clemente Terni; 6)
224 p. [XXXIX+173], ill., 24x30 - ISBN 978-88-94926-088 - Euro 24,00 

La raccolta di madrigali Il Fior novello di Giovanni Maroni costituisce un interessante elemento di collegamento tra diverse figure della letteratura italiana e alcuni protagonisti delle vicende politiche di fine Cinquecento. Il Fior novello è stato infatti pubblicato nel 1596 a Venezia da Ricciardo Amadino ed è dedicato al giovane marchese Ambrogio Spinola, il governatore di Milano all’epoca in cui si svolsero i fatti narrati nei Promessi Sposi di Alessandro Manzoni. L’opera, dimenticata per secoli, attirò l’interesse di Gabriele d’Annunzio durante la sua visita alla città estense avvenuta nel novembre 1898. Numerosi sono gli interrogativi irrisolti aperti da questo libro: le vicende biografiche dell’autore, la paternità dei testi messi in musica e il loro oggetto poetico. Il presente volume propone, insieme allo studio introduttivo, una trascrizione moderna, secondo criteri ecdotici rigorosi e aggiornati, attenta però a soluzioni editoriali che ne consentano l’agevole lettura a chi voglia attualizzarne oggi il contenuto in un’esecuzione dal vivo.



Giorgio Vanni
Metodo per una caduta naturale delle dita sulla tastiera del violino d'imposto fisiologico della mano sinistra
a cura di Paolo Santarelli
(Biblioteca dell'Istituto Clemente Terni; 3)
320 p., ill., 24x30 - ISBN 978-88-97530-63-3 - Euro 32,00 


Giorgio Vanni (Firenze 1916-2002). Diplomatosi in violino con Nucci nel 1934, si è successivamente perfezionato alla scuola di Sandro Materassi. Dal 1946, anno del concorso vinto per il Maggio, ebbe la fortuna e il privilegio di vedere all’opera direttori del calibro di De Sabata, Guarnieri, Marinuzzi, Gavazzeni, Serafin, Furtwängler… Direttore artistico dell’attività decentrata del Teatro Comunale. Dai primi anni ’80 fino alla scomparsa, si dedicò all’insegnamento e alla didattica musicale, forse la sua vera “vocazione”.
Questo è da considerarsi la sua testimonianza didattica sotto forma di manuale.
 




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